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Sant'Angelo a Fasanella

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"Dal colle di Madonna della Pinna
doscende verso valle il mio paese
al dolce rintoccar delle su chiede..."

Sant'Angelo a Fasanella è un borgo medievale situato nel parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Sorge ai piedi delle colline dei Monti Alburni ed è un luogo ricco di storia e meravigliosi paesaggi.

Composta dalle tre contrade di "Sopra la terra" (zona alta, sulla strada provinciale), "Dentro la terra" (zona media, Posta tra la zona alta e quella bassa del paese, dove sorge la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore e il Castello feudale) e "Basso la terra" (zona bassa, nella vallata del torrente Fasanella), conta anche alcune piccole località quali Coppi, San Vito, Terre Lunghe e Chiusa dell’Angelo.

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Un nome, una storia...

Il nome Sant'Angelo a Fasanella trae origine dall'unione di Fasanella, antica città distrutta da Federico II di Svevia, con il casale di Sant'Angelo: il suo stemma, infatti, presenta in primo piano l'immagine di un fagiano, rappresentante il casale omonimo. Il nome Fasanella deriva da "Phasis", antica città greca e nome di un fiume al confine tra l'Asia Minore e la Colchide. L'antico centro urbano sorgeva in località San Manfredi a circa 3 km dall'attuale cittadina: di esso sono rimasti i ruderi di un antico castello e quelli della chiesa di San Pietro.

 

Nel 1246 la cittadina fu rasa al suolo da Federico II con atto di superiorità per punire Pandolfo di Fasanella, al quale furono poi restituiti tutti i suoi possedimenti grazie all'alleanza con Carlo I d'Angiò. Di stampo e origini medioevali, Sant'Angelo a Fasanella fu feudo dei San Severino e dei Capece-Galeota; quindi appartenne ai Giovine e alla potente famiglia dei Caracciolo.

 

Nell'Ottocento, precorrendo l'Unità d'Italia del 1860, fu proprio Sant'Angelo a Fasanella a innescare nel salernitano la scintilla della rivolta per l'indipendenza.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia, è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al circondario di Campagna.

Scopri tutti gli Angoli di Sant'Angelo a Fasanella

Descrizione del percorso tappa per tappa

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Monumenti e Luoghi di interesse

Cascate Auso

Il fiume “Phasis” sgorga all’improvviso da un’insenatura della roccia; se ne sente la “voce” prima di poterne vedere la sorgente che si deve intuire al di là della cascata alta circa 8 metri. Ancora oggi, per la purezza delle acque, il fiume è popolato di trote, anguille e anche di qualche lontra.
Il luogo è anche attrezzato per pic-nic, da potersi godere immersi nella natura incontaminata.
La cascata, facilmente raggiungibile, dista circa 2 km dal centro abitato, precisamente dalla punta meridionale del borgo.

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Ruderi Fasanella

A pochi km dal centro abitato, nella valle ai piedi dello stesso e dei Monti Alburni, si trovano i Ruderi di Fasanella, con la presenza di alcuni resti di abitazioni e di un ponte sulla Sorgente Auso, sorgente del torrente Fasanella, nonché di un'area attrezzata. La strada per raggiungere i ruderi si diparte dalla strada provinciale su cui sorge il paese, appena lasciato lo stesso in direzione sud, versoCorleto Monforte.

L'antece
 
Il dio guerriero degli Alburni

Patrimonio UNESCO

Sulla cima di Costa Palomba (1.125 m s.l.m.),su un cocuzzolo isolato della catena dei Monti Alburni, è scolpita in altorilievo su una roccia una figura umana (che rappresenta un dio guerriero), vestita di una corta tunica, tenuta stretta da una cintura da cui pende una spada, mentre sul lato sinistro porta scolpite una lancia ed uno scudo borchiato. Localmente è conosciuta con il nome di "Antece" ("l'Antico" in dialetto locale) ed è riconosciuta patrimonio UNESCO.

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Grotta di San Michele Arcangelo
Patrimonio UNESCO

Santuario di tipo rupestre chiamata anche Grotta dell'Angelo. 
E' il più importante insediamento rupestre dell’area territoriale degli Alburni possiede al suo interno interessanti opere d’arte a partire dalla seconda metà del ’200 fino al 1700. Dentro il santuario vi si trovano i resti mortali dell'abate Francesco Carocciolo, una cappella, sculture, affreschi trecenteschi, la statua in marmo di San Michele Arcangelo ed un pozzo. La cappella che si può ammirare all'interno della grotta naturale è dedicata all'Immacolata; poco lontano si può vedere il pulpito dell'abate Francesco Carocciolo. La Grotta dell'Angelo è patrimonio UNESCO.

Il Castello Medievale

Dell’antico impianto fortificato è ancora visibile una torre quadrata, mentre il castello è in restauro.

Dell'impianto dei primi del Quattrocento sussistono certamente, oltre la torre angolare con caditoie, i locali sotterranei, tra i quali due segrete, coperti a botte e formanti un unico ambiente separato da un arcone, accessibili per mezzo di una rampa di scale dalla prima corte interna; provvisti di finestre che si aprono al termine di profonde lunette ogivali, essi dovettero essere adibiti a celle carcerarie, per essere poi adattate ad altri usi con la costruzione di un poggiolo perimetrale, forse negli anni ricordati da una data dipinta presso l'ingresso (1619).

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Chiesa Santa Maria Maggiore

Santuario di tipo rupestre chiamata anche Grotta dell'Angelo. 
E' il più importante insediamento rupestre dell’area territoriale degli Alburni possiede al suo interno interessanti opere d’arte a partire dalla seconda metà del ’200 fino al 1700. Dentro il santuario vi si trovano i resti mortali dell'abate Francesco Carocciolo, una cappella, sculture, affreschi trecenteschi, la statua in marmo di San Michele Arcangelo ed un pozzo. La cappella che si può ammirare all'interno della grotta naturale è dedicata all'Immacolata; poco lontano si può vedere il pulpito dell'abate Francesco Carocciolo. La Grotta dell'Angelo è patrimonio UNESCO.

Grotta di Fra Gentile

Dell’antico impianto fortificato è ancora visibile una torre quadrata, mentre il castello è in restauro.

Dell'impianto dei primi del Quattrocento sussistono certamente, oltre la torre angolare con caditoie, i locali sotterranei, tra i quali due segrete, coperti a botte e formanti un unico ambiente separato da un arcone, accessibili per mezzo di una rampa di scale dalla prima corte interna; provvisti di finestre che si aprono al termine di profonde lunette ogivali, essi dovettero essere adibiti a celle carcerarie, per essere poi adattate ad altri usi con la costruzione di un poggiolo perimetrale, forse negli anni ricordati da una data dipinta presso l'ingresso (1619).

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Da visitare nei dintorni

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Roscigno Vecchia

Il Borgo Fantasma disabitato 

Patrimonio UNESCO

“Le fotografie sono la nostra memoria nel tempo, quando i nostri ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa.”

Silvana Stremiz

Presto in arrivo le foto di Sant'Angelo a Fasanella com'era tanti anni fa...

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